Rosso Carm-inio


 

COMPAGNIA ATACAMA
“ROSSO CARM-INIO”

Ideazione, Coreografia, Regia: PATRIZIA CAVOLA
in collaborazione con IVAN TRUOL
Con: PATRIZIA CAVOLA
Musiche: GEORGES BIZET
Costumi: PATRIZIA CAVOLA
Luci: DANILA BLASI- IVAN TRUOL
Produzione: Atacama

MIBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Dipartimento
Dello Spettacolo
La Scatola dell’Arte

Rosso Carminio è una performance coreografica a partire dalle suggestioni connesse a Carmen e alla musica dell’opera Carmen di Georges Bizet.
La performance è creata appositamente per CARMEN X 10 2011 progetto di CORE coordinamento danza contemporanea e arti performative del Lazio ed è stata presentata in 1.ma Internazionale il 29 luglio 2011 all’interno di “PerformDance” Rassegna Internazionale di Ricerca Coreutica Autoriale e di Installazioni Performative Multisensoriali, presso il Tabacchificio ex Monopoli e Dimora Galatea ad Alessano (Lecce).
Se penso Carmen visualizzo donna, la forza del femminile, il potere della seduzione, la potenza creativa, la bellezza selvaggia, la natura indomabile, il non sottomettersi al ricatto maschile, la libertà, l’autonomia, l’indipendenza, il femminismo e la pratica del libero amore anni 70.
Se penso Carmen vedo il rosso delle labbra, delle rose e del sangue. Il delitto..gli omicidi di cui sono vittime le donne, da sempre e fino ad oggi, quotidianamente uccise per ragioni passionali o per aver trasgredito regole culturali, da mariti, fidanzati, padri, fratelli, amanti e vicini di casa.

Se penso a Carmen mi vengono in mente le tabacchine, quelle salentine e quelle cubane, lo sfruttamento in fabbrica e in particolare delle donne in fabbrica ma anche la piccola fiammiferaia, la fatica, il sudore, la povertà.
Mi viene in mente la musica di Bizet e le sue parole “L’amore è un uccello ribelle”, l’opera lirica, il canto, Cristina Hoyos e Laura Del Sol in Carmen Story di Carlos Saura.
Se penso a Carmen lo sguardo si fa ironico, grottesco, almodóvariano.
La bellezza diventa quella sfatta di un ritorno a casa dopo un appuntamento andato male. Arriva la visione di una Drag Queen che fuma sigari cubani.
Nell’affrontare Carmen si nasconde una insidia, perché si tratta di un immaginario talmente visitato che viene la voglia di giocare con il cliché.
Carmen è collegata all’eccesso, ai colori accesi, al vento forte.
Mi interessa dare vita a Carmen e al suo contrario, strutturarla e destrutturarla.
Forse partire dal rosso, dal sangue, scolpire un’immagine che abbia il sapore della scena del crimine, di una corrida, di un’icona sacra. Rosso Carm-inio il colore che esprime l’eroismo.
L’intenzione performativa non prevede narrazione né descrizione ma vuole evocare e condurre attraverso il senso del movimento e la forza espressiva del corpo della performer in relazione con la musica.