MIGRANTI 6 MARZO 2018 H 10 Teatro Tor Bella Monaca

All’interno del progetto di Alternanza Scuola/Lavoro che vede coinvolti gli studenti del Liceo Coreutico Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma, torna a Roma al teatro Tor Bella Monaca MIGRANTI il 6 marzo alle ore 10 in matinée aperta al pubblico

biglietto 8 euro info:062010579 promozione@teatrotorbellamonaca.it

Concept, Coreografia, Regia: Patrizia Cavola – Ivan Truol

Con: Stefania Di Donato, Linda Guerriero, Cristina Meloro, Deborah Patrizio.

Musiche Originali: Epsilon Indi

Costumi: Medea Labate – Arianna Pioppi

Disegno Luci: Danila Blasi

Produzione: Atacama

Con il contributo di:

MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo -Dipartimento Dello Spettacolo

REGIONE LAZIO – Assessorato alla Cultura e Politiche Giovanili. Residenze: La Scatola Dell’Arte

 

La scena scarna, priva di qualunque orpello, non è mai vuota. Le quattro danzatrici tagliano e disegnano lo spazio secondo formule sempre nuove, oppure ripetono iterazioni accattivanti, ed in quei rari momenti in cui non sono presenti in scena in formazione completa ci pensa il disegno luci ad impegnare lo sguardo con colorazioni dalla forte implicazione emozionale. Il blu ed il giallo-rosa si incastrano spesso, ad ispirare l’icona più primaria dell’acqua da cui provengono gli sbarchi e della sabbia su cui approdano perigliosamente. Ma è soprattutto la dialettica di tagli, frontalità e controluce a disporre il susseguirsi dei quadri secondo un incedere di qualità drammaturgica, in cui il colore partecipa come linguaggio tra i linguaggi. Le musiche originali composte da Epsilon Indi rispondono all’appello di questa coralità di segni, dettando i tempi all’azione corporea. Questa si agita e si disfa con continuità circolare, come il moto di una marea, dipingendo la scena con soluzioni dalla pastosità pittorica e dalla consistenza liquida. Il colore diffuso delle luci viene ripreso contrastivamente “a terra” tramite l’uso di costumi che spesso si materializzano quasi magicamente all’interno di movimenti e gesti. I corpi delle danzatrici sanno intersecarsi in un solo organismo, trasformandosi presto in una disperante creatura babelica tentacolare. Sanno disgregarsi, come sabbia al sole. Sanno ricompattarsi, come letto per l’acqua, per trascinarsi e tracimare ancora. Incessanti, illogici, inspiegabili, come il bisogno di libertà. Paolo Verlengia TeatriOnline